Vi siete mai chiesti come abbiano potuto gli antichi egizi costruire le piramidi, opere così imponenti che darebbero filo da torcere perfino a certi geniali ingegneri di oggi? E, soprattutto, come abbiano potuto trasportare per centinaia e centinaia di chilometri nel deserto massi giganteschi? Mai sentito parlare dei colossi di Memnone, costruiti in un unico blocco di granito, pesanti ognuno circa 1200 tonnellate e trasportati per 500 chilometri, dalle cave di Assuan fino a Tebe?
C’è chi dice che siano stati gli atlantidei a costruire questi colossi, millenni prima della loro "data di nascita" ufficiale, c’è chi pensa che siano stati eretti grazie a tecnologie aliene, c’è chi è convinto che gli egizi potessero rendere la pietra leggera come una piuma grazie a poteri ESP. E c’è anche chi, molto banalmente, sostiene che si servissero di comuni slitte.
Macché, niente di tutto questo. Proprio ieri, dopo vent’anni di gravosissimi ma appassionanti studi, dopo prove, controprove, provine e provette, la famosa archeologa Petra Kallifugo, mia fraterna amica, ha squarciato il velo che celava il mistero e (udite, udite!) mi ha autorizzata a rivelarlo in anteprima su questo forum. Uno scoop cricetale senza precedenti!!!
La parola magica per risolvere il mistero è (ma guarda un po’)… "ruota"! E a chi obiettasse che gli antichi egizi non conoscevano la ruota, rispondo senza esitare che si tratta di un gravissimo, inconcepibile errore storico. Gli egizi la conoscevano, eccome: era la mitica, fantastica, insuperabile ruota cricetale. Era proprio grazie a questo sofisticatissimo marchingegno che gli antichi potevano trasportare per chilometri e chilometri i pesantissimi monoliti e costruire le meraviglie che ancora oggi ammiriamo.
E vado oltre: vi sembra cosa intelligente sfiancarsi per seppellire un pazzo qualunque che si crede un faraone o per lasciare un chissà quale messaggio ai posteri? Gli egizi non erano mica cretini, erano anzi persone dotate di spiccato senso pratico e, se si sono dati la pena di scavare enormi buche sotterranee e costruire immense montagne di pietra, avranno avuto di i loro buoni motivi. E li avevano infatti.
Ed ecco la seconda parolina magica: "granaglie". Avena, frumento, girasole, mais, miglio: provviste, insomma, che all’approssimarsi dell’inverno gli antichi cricetidi egizi, detti cricetizi, trasportavano nelle piramidi, dove potevano trascorrere al riparo e in pace il sacro letargo, in compagnia dei loro amatissimi semini.
Ossequi… e squeakkk
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